L' articolo di Luca de Biase, in proposito - apparso il 21 dicembre 2011 - sul Corriere della Sera appare illuminante :
""Per trovare i giovani, Forbes ha aperto tempo fa uno spazio per nomination sul suo sito e sui social network. E ha organizzato 12 panel di esperti per 12 settori di attività per valutare le candidature. Una classifica finale sarà pubblicata dalla rivista in formato cartaceo nei prossimi mesi.
I settori prescelti sono: arte & design, energia, spettacolo, finanza, alimentazione, legge & politica, media, musica, immobiliare, scienza, social media, tecnologia. Come ogni classificazione del genere è arbitraria: perché media è diverso da social media? perché spettacolo è diverso da musica? perché immobiliare interessa tanto quanto scienza? Vabbè. Queste classifiche, appunto, sono sempre arbitrarie.
Sulla base delle segnalazioni dei lettori di Forbes, in stragrande maggioranza americani, e dei panel scelti dalla redazione americana della rivista, sono arrivati alla pubblicazione preliminare sul web circa 360 giovani, quasi tutti americani o che lavorano in America. Ci sono alcuni britannici, un paio di francesi, una russa, altre persone che non sono nate negli Stati Uniti (in Cina e in India per esempio). Ma bisogna ammettere che salvo minime eccezioni i giovani che hanno una storia e che faranno la storia, secondo Forbes, lavorano negli Stati Uniti.
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Se ne deduce che non ci sono stati italiani che hanno avuto voglia di segnalare a Forbes il nome di un giovane italiano in gamba. D'altra parte, Forbes in Italia non è letta in modo diffusissimo. Si può immaginare che se avrà una certa presa, questa classifica alla sua prima edizione potrà convincere gli italiani, nei prossimi anni, a segnalarsi e a segnalare giovani italiani meritevoli di attenzione. Quando da tutti i paesi arriveranno segnalazioni, comincerà una vera competizione: in quel caso ce la faranno gli italiani?"
Ecco, a me non ha segnalato nessuno :) e non so se farò la storia
ma almeno ci sto provando e sono italiana.
http://www.forbes.com/sites/robertobonzio/2011/12/20/tourism-entrepreneur-in-lapland-thanks-to-the-web/
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